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Il sapore della memoria e la sfida del futuro: nasce il progetto “NON(N)A”

Nelle valli alpine, la cucina non è mai stata solo una questione di nutrimento, ma un vero e proprio linguaggio fatto di gesti, prodotti della terra e saperi tramandati a voce. Per evitare che questo patrimonio si disperda, è nato il progetto Interreg “NON(N)A”, un’iniziativa che vede collaborare Melius (impresa sociale), la Comunità di Montagna Canal del Ferro Valcanale e il partner austriaco Bildung&Lerner. L’obiettivo è ambizioso quanto affascinante: trasformare la cucina tradizionale in un bene comune accessibile a tutti.

Il cuore pulsante del progetto è il confronto intergenerazionale. Da un lato ci sono le “nonne” della Carnia, del Canal del Ferro Valcanale e della regione di Hermagor, custodi storiche delle ricette e delle tecniche di lavorazione; dall’altro ci sono i giovani studenti degli istituti alberghieri “Paschini-Linussio” di Tolmezzo e “I. Bachmann” di Tarvisio. Questo scambio non è un semplice passaggio di consegne, ma un dialogo vivo tra chi ha vissuto la storia e chi si prepara a diventarne protagonista nel settore dell’enogastronomia e dell’ospitalità.

Il progetto nasce dalla consapevolezza che le produzioni agricole d’alta quota e i metodi di lavorazione sostenibili sono pilastri dell’identità locale. Tuttavia, la tradizione oggi non può restare immobile: deve confrontarsi con le grandi sfide del nostro tempo, come il cambiamento climatico, l’evoluzione delle tecnologie alimentari e i nuovi orientamenti dei consumatori.

Il percorso è iniziato ufficialmente l’11 febbrai a Tolmezzo, con l’evento “Cibo come patrimonio culturale, educativo ed ambientale”. In questa occasione, studenti, produttori e ristoratori si sono confrontati con esperti di Slow Food Alto Friuli, Ersa FVG e del Biodistretto di Tarvisio. Il dibattito ha messo in luce la necessità di puntare su un cibo “buono, pulito e giusto”, capace di valorizzare la biodiversità e di creare nuove opportunità per un turismo di qualità.

Attraverso laboratori, eventi e future pubblicazioni, “NON(N)A” continuerà a tessere questa trama tra passato e innovazione, dimostrando che la cucina delle valli può generare nuove potenzialità economiche e sociali proprio partendo dalle sue radici più profonde.