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L’arte come cura: a Tolmezzo approda la testimonianza dei bambini di Gaza

Dopo un itinerario internazionale che ha toccato centinaia di tappe, la mostra “HeART of Gaza” giunge a Tolmezzo. L’esposizione, ospitata presso la sala Cussigh di Palazzo Frisacco dal 21 febbraio al 15 marzo, raccoglie le opere nate dall’omonimo progetto laboratoriale che ha coinvolto oltre duemila giovani residenti nella Striscia di Gaza.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione a distanza tra Mohammed Timraz, palestinese di Deir al-Balah, e l’illustratrice irlandese Féile Butler. Attraverso il coordinamento via social media, i fondatori hanno strutturato un percorso terapeutico volto a lenire i traumi psicologici dei minori esposti al conflitto. Il titolo della rassegna fonde i termini inglesi heart (cuore) e art (arte), riflettendo l’obiettivo centrale del progetto: utilizzare l’espressione creativa come strumento di riabilitazione psicosociale.

Il percorso didattico, supportato da insegnanti, volontari, fotografi e psicologi, si è sviluppato in condizioni d’emergenza, operando spesso all’interno di tende o alloggi di fortuna. Partiti da Deir al-Balah, i laboratori hanno raggiunto località quali Nuseirat, Khan Younis, Mawasi e Gaza City. Durante le attività, i partecipanti sono stati guidati in un passaggio grafico dalla rappresentazione del trauma alla raffigurazione di ricordi legati alla normalità e a momenti di serenità passata, strategia identificata dagli esperti come fondamentale per l’elaborazione del lutto e della violenza.

La mostra, curata dall’associazione Carnia per la Pace con il sostegno della Città di Tolmezzo, si pone l’obiettivo di offrire una testimonianza diretta delle condizioni dell’infanzia nei territori palestinesi. Attraverso i disegni, l’esposizione intende restituire un’identità individuale ai dati statistici del conflitto, sensibilizzando l’opinione pubblica sulla persistente crisi umanitaria nella regione.

L’inaugurazione ufficiale è prevista per sabato 21 febbraio alle ore 15.30, con un intervento musicale di Giorgio Parisi. L’accesso all’esposizione è libero e, per l’intera durata dell’evento, sarà attiva una raccolta fondi destinata a sostenere le attività di Mohammed Timraz a favore delle comunità e dei bambini palestinesi.