Bravo Alessandro Pittin, è 19° alle Olimpiadi nel giorno del 36° compleanno
Primo ed unico medagliato italiano della combinata nordica col bronzo di Vancouver 2010, primo ed unico medagliato iridato grazie all’argento di Falun 2015, primo ed unico vincitore in Coppa del Mondo (3 volte in tre giorni, nella magica tappa di Chaux Neuve 2012): oggi nel giorno del suo 36esimo compleanno Alessandro Pittin ha vissuto la sua sesta Olimpiade.
Da Torino 2006 a Milano Cortina 2026, passando per Vancouver, Sochi, PyeongChang e Pechino: venti anni di carriera, dalle prove di Pragelato da teenager, a questa nuova sfida fiemmese, da padre e compagno.
Carnico di Cercivento, Alessandro Pittin da qualche anno ha trovato casa in Val di Fiemme, al fianco della compagna Marica, e proprio sulle nevi trentine ha l’occasione di vivere questa nuova avventura a cinque cerchi, sotto lo sguardo della famiglia e della piccola Sofia.
Pittin ha rappresentato per decenni la combinata nordica azzurra, ha attraversato le ere dei vari Manninen, Ackermann, Lamy Chappuis, Frenzel e Riiber, ha vinto, ha gioito e ha saputo soffrire quando i diversi infortuni o le difficoltà ne hanno minato il cammino, tenendolo lontano dai vertici frequentati per anni. Ma è ancora in gioco, nonostante tutto: tenacia, determinazione e voglia di non mollare ne hanno accompagnato ogni passo, ogni allenamento, ogni sfida, anche se amara.
Alessandro Pittin ha guidato il movimento, ha stimolato il settore, ha rappresentato un traino: oggi può regalarsi un altro pieno di emozioni, ricevendo l’abbraccio di tutti. “Non sono nelle condizioni migliori e mi piacerebbe essere stato più avanti – sono state le parole di un commosso Pittin al parterre dello Stadio Giuseppe del Ben dopo l’odierna prova di salto – ma la cosa più importante per me è essere qui e avere il privilegio di vivere la mia sesta Olimpiade in casa. Vivo a Predazzo, qui c’è la mia famiglia e oggi è per me una giornata speciale, si chiude un cerchio aperto vent’anni fa a Torino 2026”.
Dopo il salto Pittin è 33° a 2’27” dalla vetta, poi è arrivata una gran rimonta, per il 19° posto finale.
(foto Piazzi Coni)
