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Lago dei Tre Comuni, l’Europa accende il faro sul rischio ecologico

Il caso del Lago dei Tre Comuni varca i confini regionali per approdare ufficialmente sui tavoli di Bruxelles. La vicepresidente della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, Cristina Guarda (Alleanza Verdi e Sinistra), ha dato il via a Udine a una serie di consultazioni cruciali con amministratori locali e comitati civici, finalizzate a verificare lo stato di salute dell’ecosistema lacustre, considerato da tempo sotto scacco.

Il motore del provvedimento è la petizione depositata il 12 luglio 2025 da Franceschino Barazzutti, figura storica del territorio e già sindaco di Cavazzo Carnico. Il documento punta l’indice contro la gestione dello specchio d’acqua e, in particolare, sulla contestata derivazione dello scarico richiesta dal Consorzio di Bonifica. Dopo il deposito, l’Europarlamento ha ritenuto fondate le istanze, trasmettendo il fascicolo alle Commissioni Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare per le valutazioni di merito.

Durante l’incontro Guarda ha chiarito i passaggi futuri: «Dall’esito di questa fase istruttoria potrebbero scaturire richieste di chiarimento formali alle istituzioni locali. Esorto la politica regionale alla massima collaborazione». Il percorso è tracciato: se il dialogo tra Governo nazionale, Regione ed Europa dovesse fallire o far emergere violazioni dirette delle direttive UE sulla biodiversità, l’Italia rischierebbe una procedura di infrazione.

Soddisfazione è stata espressa dai comitati e dagli ex sindaci promotori, come Enore Picco e Ivo Del Negro, che vedono nell’intervento europeo l’unica via per tutelare un’area rimasta per troppo tempo inascoltata. La consigliera regionale Serena Pellegrino (AVS) ha sottolineato come la vigilanza sulle acque e sulla qualità della vita non riguardi solo le popolazioni rivierasche, ma rappresenti un dovere verso l’intero patrimonio naturale del Friuli Venezia Giulia.