VIDEO – La burocrazia: ecco l’imposta invisibile che frena l’Italia, Fvg compreso
L’Italia si trova oggi prigioniera di un paradosso strutturale che ne mina la competitività internazionale: a fronte di un apparato normativo teoricamente uniforme, la Pubblica Amministrazione opera con velocità e standard profondamente difformi tra le diverse aree del Paese. Questa inefficienza non è solo un disagio organizzativo, ma agisce come una vera e propria imposta occulta che scoraggia l’iniziativa privata e accentua le diseguaglianze territoriali. Sebbene regioni come il Friuli Venezia Giulia mostrino performance migliori rispetto alla media nazionale, l’impatto economico resta pesante. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, i costi diretti e indiretti per le imprese di questo territorio ammontano a circa 2 miliardi di euro l’anno, una cifra che evidenzia come nessuno sia davvero immune dal malfunzionamento dello Stato.
Il settore dell’edilizia rappresenta il primo, critico banco di prova. Per ottenere la concessione necessaria a costruire un capannone commerciale, in Italia occorrono mediamente 198 giorni. Tuttavia, mentre Padova riesce a chiudere le pratiche in 180 giorni, città come Milano e Napoli superano i 220, trasformando i tempi di attesa in un collo di bottiglia che soffoca lo sviluppo produttivo proprio dove la domanda di spazi è più elevata. Non meno allarmante è lo scenario della giustizia civile. Se a livello nazionale la liquidazione di un’impresa insolvente richiede in media 36 mesi, le dispute commerciali raggiungono picchi di inefficienza estremi: a Roma si attendono quasi quattro anni per chiudere una controversia, contro i 20 mesi della media nazionale.
Questa “burocrazia difensiva” sposta il focus delle imprese dalla crescita all’autotutela. Invece di investire in innovazione, le aziende devono destinare risorse umane e finanziarie alla gestione di adempimenti duplicati e incertezze interpretative. Il danno è asimmetrico: se le grandi realtà possono assorbire tali costi, le piccole e medie imprese ne restano schiacciate. Il problema, tuttavia, è sistemico e colpisce gli stessi enti pubblici. La stratificazione normativa e la cultura del formalismo spingono i funzionari verso la paralisi decisionale, dove la correttezza della procedura prevale sul risultato finale. Senza una reingegnerizzazione dei processi che accompagni la digitalizzazione, l’efficienza resterà un miraggio, condannando l’economia a una crescita frenata da catene invisibili ma pesantissime.
Proponiamo le considerazione di Paolo Zabeo, coordinatore ufficio studi CGIA.
