Ravascletto, fa discutere il senso unico in via Alnetto
Riceviamo dalla nostra lettrice Giody Da Pozzo di Ravascletto e pubblichiamo
Nel comune di Ravascletto la vicenda del senso unico in via Alnetto prende avvio nella primavera del 2025, quando una segnalazione sottoscritta da circa venti firmatari chiede interventi per la sicurezza stradale e l’introduzione del senso unico. La proposta viene rapidamente accolta e la Polizia Locale esprime un parere favorevole, individuando nella ridotta larghezza della carreggiata un elemento critico e suggerendo la circolazione a senso unico in salita.
Il 22 ottobre compaiono i primi cartelli, facendo emergere il progetto agli occhi di molti residenti. Il 25 ottobre la Giunta delibera ufficialmente il provvedimento e due giorni dopo viene depositata una contro-raccolta firme con 78 sottoscrizioni, in gran parte di residenti e utilizzatori abituali della strada. Seguono richieste di chiarimenti, istanze di sopralluogo e accesso agli atti. Il 10 novembre l’ordinanza rende definitivo il senso unico.
È in questo contesto che si colloca l’assemblea pubblica di giovedì 15 gennaio, convocata per chiarire la procedura e riaprire un dialogo diretto con la cittadinanza. La partecipazione è stata numerosa. L’incontro si è aperto con l’intervento del tecnico comunale, che ha ricostruito la cronologia amministrativa degli atti. A seguire, il comandante della Polizia Locale ha spiegato che il parere era stato formulato sulla base di sopralluoghi visivi, confronti con alcuni residenti e valutazioni legate alla larghezza della carreggiata, ribadendo il carattere consultivo del parere stesso.
Il momento più delicato è stato l’intervento del sindaco Ermes De Crignis, che ha espresso una posizione molto netta: il senso unico viene considerato una scelta legata alla sicurezza e, soprattutto, alla necessità di tutelare l’amministrazione dalle responsabilità giuridiche connesse a eventuali incidenti, come motivazione espressa dallo stesso primo cittadino. È stato inoltre ribadito che l’amministrazione considera il provvedimento legittimo sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello giuridico. È stato chiarito che non vi è intenzione di tornare indietro sul provvedimento, ritenuto una garanzia sotto il profilo delle responsabilità.
Questa impostazione ha suscitato una reazione forte tra i presenti. Diversi cittadini hanno manifestato la sensazione che l’assemblea rischiasse di essere solo un passaggio formale, con limitate possibilità di incidere su decisioni già assunte. Nel dibattito sono state avanzate anche diverse proposte alternative. I tecnici e il comandante hanno spiegato che molte di queste ipotesi erano già state valutate e hanno illustrato le ragioni per cui si fosse poi scelto di operare diversamente.
È emersa anche, tra molti interventi del pubblico, la richiesta di coinvolgere figure terze e indipendenti, come ingegneri del traffico o consulenti legali, per approfondire soluzioni alternative e garantire la massima tutela per chi ricopre ruoli di responsabilità.
Su questo punto l’amministrazione ha ribadito di non ritenere necessario il ricorso a consulenze esterne. Tale posizione è stata interpretata da parte dei presenti come una disponibilità limitata ad ampliare ulteriormente il confronto tecnico, rafforzando, tra molti cittadini, la percezione di un impianto decisionale già definito. L’assemblea si è conclusa senza esiti operativi concreti.
Nel corso degli interventi è emerso però un punto condiviso: la popolazione non chiede all’amministrazione di assumersi responsabilità straordinarie, ma che via Alnetto venga trattata come le altre strade del territorio, attraverso un reale bilanciamento tra sicurezza e vivibilità. Si tratta di una scelta che incide sull’organizzazione del territorio e sulla qualità della vita quotidiana e che, proprio per questo, secondo molti cittadini avrebbe richiesto un percorso più trasparente, graduale e partecipato.
Fin dall’inizio, infatti, uno degli elementi più critici evidenziati dai cittadini è stata la difficoltà dell’amministrazione nel costruire fiducia, tra comunicazione tardiva e mancanza di momenti preventivi di confronto. L’assemblea del 15 gennaio, pur molto partecipata, non è riuscita a ricomporre pienamente questa frattura, ma ha mostrato chiaramente come la questione di via Alnetto non sia soltanto una disputa sulla viabilità, bensì un banco di prova sul rapporto tra istituzioni e comunità, sulla trasparenza dei processi decisionali e sul confine, spesso sottile, tra scelta tecnica e scelta politica.
GIODY DA POZZO
