CronacaGemonese

Omicidio di Gemona, lunedì 26 la sepoltura di Alessandro Venier

Sarà sepolto lunedì mattina nel cimitero di Gemona del Friuli Alessandro Venier, l’uomo di 36 anni ucciso dalla madre e dalla compagna e poi fatto a pezzi nell’abitazione dove i tre vivevano.

Il giorno prima, domenica 25, la salma sarà esposta alla Casa Funeraria Giuliano di via Battiferro n. 15 dalle 8 alle 18.30 per chi vorrà porgere un ultimo saluto.

Alessandro Venier

Intanto nelle aule di giustizia si è aperto un nuovo fronte di scontro. Le conclusioni depositate dai consulenti della Procura, che attribuiscono il decesso a un concorso di cause tra l’assunzione di farmaci e una successiva asfissia meccanica, sono state contestate dai legali di Maylin Castro Consalvo. La donna, accusata di omicidio volontario premeditato insieme alla suocera Lorena Venier, sostiene tramite i propri esperti che non vi siano segni evidenti riconducibili a una morte per soffocamento violento. Secondo questa tesi, il ruolo dei farmaci sarebbe invece centrale e l’assenza di un dato quantitativo preciso negli esami tossicologici impedirebbe una valutazione scientifica rigorosa. Per tali ragioni, la difesa ha presentato una richiesta di integrazione urgente degli accertamenti, ritenendo tale profilo decisivo per chiarire l’effettiva causa del decesso.

Di parere opposto appare la posizione dei difensori di Lorena Venier, i quali ritengono invece accurate le consulenze medico-legali che delineano un quadro di sedazione profonda seguita da una fase terminale di asfissia. Resta tuttavia un nodo tecnico non indifferente legato alle modalità dell’azione asfittica, dato che l’esame della salma non ha evidenziato i segni tipici dello strangolamento. In questo scenario, l’unica ricostruzione dei fatti disponibile rimane quella fornita dalla madre durante gli interrogatori, nella quale la donna ha accusato la compagna del figlio di aver utilizzato dei lacci di scarponi.

Dall’altra parte persiste invece il silenzio di Maylin Castro Consalvo, che ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. La stessa difesa di Lorena Venier predica comunque cautela, evidenziando come l’attuale assenza di riscontri oggettivi univoci imponga prudenza nella ricostruzione finale. Il quadro complessivo rimane dunque estremamente frammentato, in attesa che l’autorità giudiziaria valuti i nuovi approfondimenti tecnici richiesti dalle parti per fare luce su una vicenda ancora lontana dalla parola fine.