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Ravascletto onora la memoria di Erminio Pustetto, assassinato nel lager di Dachau

In occasione del Giorno della Memoria, la comunità di Ravascletto si prepara a un momento di profonda riflessione collettiva per rendere omaggio alle vittime della deportazione nazifascista. Domenica 25 gennaio, alle ore 16:30, si terrà la cerimonia ufficiale di scoprimento di una targa in memoria di Erminio Pustetto, cittadino di Ravascletto assassinato nel campo di concentramento di Dachau, e la contestuale commemorazione di tutti i deportati di Ravascletto, Salârs e Zovello.

La vicenda di Erminio Pustetto rappresenta una ferita ancora aperta nella storia della Valcalda. Nato nel 1893, uomo di fatica e partigiano, Pustetto fu arrestato dai Carabinieri il 21 gennaio 1944 proprio a Ravascletto. Il suo calvario lo portò attraverso i lager di Natzweiler e Markirch, in Alsazia, fino alla tragica fine nel campo di Dachau, in Baviera, dove fu ucciso l’8 marzo 1945. A ottant’anni dal suo estremo sacrificio e dalla fine del secondo conflitto mondiale, il Comune e l’Aned di Udine hanno voluto cristallizzare il suo ricordo con un segno tangibile.

La targa commemorativa, realizzata in terracotta dall’artista Barbara Della Pietra, è stata collocata sulla facciata della casa in cui Pustetto visse, al numero 17 di via De Infanti. L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla sensibilità della famiglia Romanelli e al contributo di Elia Adami e Moreno Morassi, con il prezioso supporto degli amici della Pro Loco di Ravascletto, Salârs e Zovello. Il manufatto non vuole essere solo un tributo individuale, ma un monito contro l’indifferenza, condizione che nel secolo scorso permise lo sviluppo del folle disegno genocidiario nazifascista.

Il tributo si estende inoltre a tutti i figli della Valcalda che conobbero l’orrore della deportazione. Le ricerche storiche ricordano infatti che, oltre a Pustetto, altri quattro uomini e una donna residenti tra Ravascletto, Salârs e Zovello furono internati nei campi di sterminio o di lavoro coatto. A questi si aggiungono altri sette compaesani che subirono i rastrellamenti nei paesi esteri dove erano emigrati in cerca di lavoro.

La cerimonia di domenica 25 rappresenterà dunque un atto dovuto per scongiurare il pericolo della dimenticanza. Il ritrovo è fissato in via De Infanti, in località Insom la Vila; in caso di maltempo, la commemorazione si sposterà presso i locali della Scuola elementare.