Inaugurato l’anno accademico dell’Università di Udine
L’Università di Udine ha ufficialmente aperto l’anno accademico 2025-2026 con una cerimonia che segna l’inizio del mandato di Angelo Montanari. Primo rettore nella storia dell’ateneo a essersi laureato proprio tra le mura friulane, Montanari ha delineato una visione per i prossimi sei anni fondata su quattro pilastri strategici: didattica integrata, ricerca, internazionalizzazione e un legame inscindibile con il territorio. Davanti a una platea di oltre 450 persone nell’aula “Marzio Strassoldo”, il rettore ha ribadito che l’università non deve solo creare conoscenza, ma agire come referente istituzionale per lo sviluppo della società.

Uno dei punti più critici toccati nella relazione inaugurale riguarda il fattore anagrafico. Nei prossimi dieci anni, l’Ateneo dovrà affrontare un massiccio ricambio generazionale, con l’uscita prevista di circa il 36% del personale docente e ricercatore e di oltre il 25% di quello tecnico-amministrativo. Montanari ha lanciato un appello per un piano nazionale di sostegno, sottolineando che l’attrattività verso giovani talenti con esperienza internazionale sarà vitale per mantenere gli standard qualitativi attuali. Sul fronte della ricerca, i risultati del PNRR mostrano un ateneo vitale, capace di reclutare 50 nuovi ricercatori e di guidare progetti ambiziosi come l’ecosistema Inest. Questo modello di collaborazione nel Nord-Est, finanziato con 110 milioni di euro, punta alla creazione di un “campus didattico diffuso” e di una rete di “Lab Village” dove università e impresa possano interagire stabilmente.
Nonostante la contrazione demografica della popolazione studentesca, gli immatricolati sono in lieve crescita, raggiungendo quota 4.642. Il rettore ha evidenziato l’importanza di una didattica integrata che sfrutti le tecnologie digitali non in sostituzione, ma a supporto delle lezioni in presenza, citando il progetto Edunext come esempio di avanguardia. Parallelamente, l’ateneo punta a una proiezione globale sempre più marcata, con accordi di doppio titolo in fase di definizione con prestigiose università in Cina e Giappone. Questa apertura al mondo si sposa con una forte attenzione ai valori civili: il nuovo statuto dell’università include ora un riferimento esplicito alla pace e alla non violenza, valori che la comunità accademica intende promuovere attivamente.
La cerimonia ha dato spazio anche alle riflessioni degli studenti e del personale. Elizabeth Moretti, presidente del Consiglio degli studenti, ha espresso preoccupazione per le disuguaglianze generate dal “semestre filtro” a Medicina, mentre Loris Menegon ha sollecitato un confronto serio sulle condizioni lavorative del personale tecnico-amministrativo, auspicando un modello basato sulla collaborazione più che sulla competizione. In chiusura, Montanari ha richiamato l’importanza dell’autonomia universitaria, definendola una “eredità secolare” da difendere con determinazione. Citando Pelé, il rettore ha ricordato che grandi obiettivi si raggiungono solo come comunità coesa, preparandosi a celebrare nel 2028 il traguardo dei cinquant’anni di un ateneo che continua a essere il principale motore di talenti per il Friuli.
