Gemona, proseguono gli appuntamenti dedicati al cineasta Gianni De Campo
La rassegna della Cineteca del Friuli che accompagna la mostra “L’età dell’amore”, allestita con il Comune al Castello di Gemona e dedicata al cineasta veneziano Gianni Da Campo, prosegue giovedì 15 e mercoledì 21 gennaio, sempre alle 20.30, al Cinema Sociale con due film italiani tra i più affascinanti della grande stagione di opere d’autore dei primi anni ’60, il momento di massima affermazione internazionale per il cinema italiano dopo l’epoca neorealista.
Si tratta di due opere, Cronaca familiare (1962) e Morte di un amico (1959) realizzate dai due registi che di Da Campo furono amici e ispiratori: Valerio Zurlini, che egli considerò il suo massimo maestro, e Franco Rossi, che come Zurlini collaborerà all’edizione del primo film diretto dal regista veneziano, Pagine chiuse. Introdurrà la visione lo storico e critico cinematografico Sergio M. Grmek Germani, curatore della mostra e della rassegna.
Cronaca familiare di Valerio Zurlini sarà proiettato nella copia 35mm restaurata dalla Cineteca Nazionale con la supervisione del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno. Tratto dal romanzo di Pratolini, è tra i film più belli della storia del cinema italiano (ottenne giustamente un trionfo alla Mostra del Cinema di Venezia del 1962, premiato con il Leone d’oro ex aequo con l’esordio di Tarkovskij) e un’opera fondamentale per Da Campo, che attraverso questo film scoprì il pittore Ottone Rosai (su cui preparerà un progetto non realizzato) e riconobbe in Jacques Perrin, attore centrale nel cinema di Zurlini, l’interprete che avrebbe voluto anche nei suoi film ma la cui presenza resterà un sogno. Cronaca familiare rappresentò per Da Campo un ulteriore specchio familiare capace di contenere nella tragicità del confronto con la morte zone di grande tenerezza, sia nel rapporto tra i due fratelli (dove è difficile decidere se ammirare più Mastroianni o Perrin) sia nel rapporto con la nonna, una magnifica Sylvie (Louise Pauline Mainguené): la scena in cui carezza i due nipoti stringendone insieme i volti è per Paul Vecchiali la scena più commovente di tutta la storia del cinema.
Morte di un amico, che si vedrà mercoledì 21 gennaio, è il capolavoro di Franco Rossi e un’altra opera che come Cronaca familiare crea un’emozione profonda e intima. Da Campo vi riconosce una vicenda di amicizia maschile che solo in alcuni Zurlini ha un tocco altrettanto sincero. Il film fa incontrare alla sceneggiatura due grandi scrittori, Giuseppe Berto e Pier Paolo Pasolini, e soprattutto da questo riceve una forte impronta. Molto riuscita anche la scelta antidivistica degli interpreti, con protagonista il dalmata e poi triestino Gianni Garko.
