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Mazzolini: «Sull’acqua non si specula. Prima viene il fiume, poi gli interessi»

“Sono sempre stato contrario – e lo sono anche oggi – alle centrali idroelettriche private che sfruttano i nostri corsi d’acqua. Se si deve usare l’acqua di montagna, lo devono fare i Comuni e le Comunità di montagna, e i proventi devono tornare sul territorio. Fanno eccezione le centraline a servizio di imprese che danno lavoro e garantiscono ricadute locali concrete». Così il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini sulla vicenda del torrente Bût, ribadendo che «le osservazioni depositate sulle portate medie effettive – se confermassero scostamenti rispetto a quelle assunte nei business plan – impongono di sospendere l’iter, rifare le stime e valutare la cumulazione dei prelievi nel pieno rispetto del deflusso minimo vitale (dmv): prima vengono il fiume e le comunità».

Il vicepresidente ricorda «il percorso avviato per riportare l’idroelettrico al pubblico: dalla spinta alla società elettrica regionale a marchio Energia FVG ai più recenti passi con FVG Energia, società di scopo a controllo pubblico impegnata a valorizzare in modo equo le risorse idriche e a redistribuire i benefici ai territori montani così come succede in Trentino Alto Adige. Stiamo costruendo strumenti perché le grandi derivazioni tornino ai cittadini e non restino nelle mani di pochi».

«Già nel 2021 ho chiesto più poteri decisionali ai Comuni e indotti obbligatori per le piccole derivazioni: è la direzione giusta, insieme alla tutela ambientale e al rispetto del DMV. Esistono modelli virtuosi radicati sul territorio, come le cooperative elettriche storiche dell’Alto Bût», prosegue Mazzolini.

«Sull’acqua non si specula. La linea è chiara: no alle centraline private a scopo di profitto; sì a una gestione pubblica e di comunità, con benefici misurabili per i cittadini della montagna come ad esempio abbattimento tari o bollette e con tutele ambientali stringenti. E, sul Bût, prima viene il fiume: se le criticità tecniche e ambientali emerse sono reali, vanno accolte e rese determinanti nelle decisioni finali».