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Passo Monte Croce, Mazzolini: «La scelta va fatta su sicurezza, ambiente e sviluppo economico»

«Lo studio congiunto FVG-Carinzia offre finalmente una base tecnica chiara: il tracciato alternativo è semplicemente la soluzione meno costosa, mentre la galleria di valico è la soluzione più sicura e tecnicamente valida, ma richiede un coinvolgimento finanziario dei due Stati. Non esistono “pietre tombali”: esistono dati, priorità e compiti politici da svolgere». Lo afferma Stefano Mazzolini, vicepresidente del Consiglio regionale, replicando alle dichiarazioni dei consiglieri Mentil e Moretuzzo, i quali non avevano fatto espressamente il suo nome, ma il destintaario delle loro parole era facilmente riconoscibile.

«Chiedo ai colleghi: siete davvero soddisfatti di puntare su soluzioni più arretrate, con maggiore impatto ambientale in quota, con una devastazione ambientale in un territorio ipervincolato, rischio di chiusure invernali e alti costi manutentivi, quando gli esperti indicano che la galleria di valico garantirebbe standard di sicurezza elevati e apertura 24/7 per 365 giorni l’anno? – chiede Mazzolini –. Io non ho mai sostenuto la galleria di base; ho sempre lavorato per la galleria di sommità, una viabilità moderna, sicura e veloce, all’altezza di un vero valico europeo. Ricordo che non sono il solo a volere il tunnel: il tessuto economico regionale con Confindustria, Camera di Commercio, l’associazione albergatori, la quasi totalità degli amministratori locali e della popolazione sia friulana che carinziana vuole questa soluzione in quanto più sicura, veloce, moderna e con maggiore impatto di sviluppo economico dell’area, maggiore occupazione e maggior turismo».

Mazzolini ricorda inoltre il percorso istituzionale: «Il tracciato alternativo è emerso come prima opzione per costo, ma necessita comunque di finanziamento nazionale, senza considerare l’iter autorizzativo: ricordo che viene sventrata una montagna, un impatto ambientale immenso una strada in mezzo al bosco, 2 gallerie artificiali ed un ponte in mezzo alla vallata. La galleria di valico, fattibile sul piano tecnico, ha un costo stimato intorno ai 531 milioni di euro e 4 anni di lavori. Serve ora una trattativa con i rispettivi Governi».

«Lavoriamo insieme per i finanziamenti. Auspico al più presto un incontro con i ministri italiano e austriaco per definire con chiarezza il perimetro di copertura delle due opzioni. Ricordo un punto spesso taciuto: il tracciato alternativo ricadrebbe interamente sul bilancio FVG  e Italia, mentre il tunnel avrebbe una possibile ripartizione 60% Austria / 40% Italia. In questo quadro, la quota italiana sarebbe di poco superiore al costo della strada. Sono numeri da valutare responsabilmente, pensando ai prossimi 50 anni e non alle prossime 5 settimane. Bene la decisione condivisa FVG-Carinzia di accantonare la galleria di base e di mantenere attivo il gruppo tecnico permanente con ANAS. Sarà ora la politica a scegliere».

«La montagna ha bisogno di fatti e di una scelta di lungo periodo. Io continuerò a sostenere, con dati alla mano, la soluzione che garantisce sicurezza continua, minor impatto e maggiori possibilità di sviluppo economico. Trasformiamo lo studio in cantieri, non in polemiche», la conclusione,