CARNIA- Elettrodotto, lettera di Sonego ai parroci dell’Alto Friuli

L’assessore regionale alla Pianificazione
territoriale, Lodovico Sonego, rende noto il testo della lettera
che ha indirizzato ai parroci dell’Alto Friuli sul problema del
progetto di elettrodotto Wurmlach-Somplago.

“Sono a scriverle in relazione al progetto di elettrodotto ad
alta tensione Wurmlach-Somplago che i Gruppi industriali Fantoni
e Pittini vorrebbero costruire per ottenere sensibili risparmi
sul corso dell’energia elettrica. Il progetto prevede che la
linea scenda a mezza costa lungo la Valle del But.

L’elettrodotto non è proposto dalla Regione, ma dai due Gruppi
industriali; la Regione è invece chiamata in causa perché la
legge dello Stato le assegna un compito molto rilevante
concorrendo al rilascio delle autorizzazioni.

La legge dello Stato stabilisce che, esperite le necessarie
istruttorie tecniche, la Regione sia chiamata a concedere o
negare l’intesa con lo Stato sulla approvazione del progetto. In
caso di mancata intesa, il Consiglio dei Ministri ha la facoltà
di accogliere comunque il progetto assumendosi l’onere di
approvare il medesimo con una procedura straordinaria.

In altre parole. La Regione non potrà sottrarsi all’obbligo di
pronunciarsi e quindi di concedere o negare il progetto.

L’amministrazione regionale ha da lungo tempo deciso di svolgere
il compito a cui non può, e non desidera, sottrarsi sviluppando
il dialogo più esteso con le comunità interessate. Ciò
coinvolgendo in primo luogo le amministrazioni comunali
interessate ma anche, come con questa corrispondenza, informando
in modo diretto e trasparente tutte le espressioni della società
dell’Alto Friuli. Non c’è motivo di custodire segreti, anzi.

Vorrei riassumere i tre pilastri essenziali dell’azione
dell’amministrazione regionale:

1. Il metodo. La Regione desidera assolvere all’obbligo di
pronunciarsi sul progetto di elettrodotto sulla base di un forte
coinvolgimento delle comunità locali e pertanto con un dialogo
costante, sia politico che tecnico, con le amministrazioni
comunali. Il primo agosto 2005 la Regione ha proposto e firmato
un accordo con varie categorie economiche, e anche con
l’Associazione nazionale Comuni d’Italia, proprio per assumersi
impegni precisi in materia di coinvolgimento degli enti locali
per i nuovi elettrodotti. Sono impegni che rispetteremo.

2. Quali interessi. Gli interessi di riferimento
dell’amministrazione regionale per decidere se approvare o
bocciare l’elettrodotto non sono rappresentati dalla ricchezza
personale dei signori Andrea Pittini e Giovanni Fantoni. Il
modello 740 delle due persone, peraltro già assai benestanti, non
merita certo l’attenzione della Regione e non giustifica il
disturbo che l’elettrodotto recherebbe alla comunità. Gli
interessi che la Regione assume a riferimento in questa vicenda
sono invece quelli delle migliaia di famiglie, moltissime anche
dell’Alto Friuli, che vivono del lavoro offerto dalle due
aziende. L’elettrodotto può diventare un investimento dell’intera
comunità per tutelare il 740 di migliaia di famiglie e invertire
la tendenza alle delocalizzazioni. Fenomeno ben noto anche in
Alto Friuli.

3. Costi e benefici. Il compito della Regione sarà difficile
perché consisterà nel decidere se l’onere ambientale del transito
dell’elettrodotto in una ristretta porzione di territorio sarà
controbilanciato dal vantaggio che l’infrastruttura recherà
all’Alto Friuli e a tutta la provincia di Udine per il fatto che
le due rilevanti aziende industriali potranno proseguire ad
assicurare lavoro e benessere a migliaia di famiglie. La
decisione sarà difficile per la Regione che dovrà tener conto
degli interessi delle comunità locali, ma sarà difficile anche
per queste ultime che dovranno tener presente gli interessi della
comunità molto più vasta.

Il confronto che l’amministrazione regionale ha deciso di avviare
con le comunità locali consentirà di approfondire i problemi che
qui ho solo accennato”.

Sonego ha allegato alla lettera il testo dell’accordo di
concertazione del primo agosto 2005, il documento sull’impatto
dell’elettrodotto sui due Gruppi industriali e sull’indotto, la
lettera inviata il 5 dicembre scorso ai sindaci, ai presidenti
delle Comunità montane e della Provincia.