PAULARO- Nuovo collegamento Saf capoluogo-frazioni
E’ stato istituito un nuovo collegamento Saf tra Paularo e le frazioni di Dierico e Ravinis. L’iniziativa, concretizzata dalla Direzione d’area montagna della Provincia di Udine, è maturata qualche mese fa in seguito ad una richiesta pervenuta dalle famiglie delle due frazioni, che per sollecitare l’intervento degli enti preposti, avevano promosso una petizione. «I sottoscritti genitori di ragazzi residenti nel comune di Paularo e frequentanti istituti scolastici fuori dal territorio comunale, nella fattispecie a Udine e Gemona – si legge nella petizione presentata al commissario straordinario di Paularo, Arrigo Machin – chiedono che l’amministrazione comunale si attivi presso gli enti preposti al trasporto pubblico locale, Saf e Provincia, al fine di ottenere una corsa supplementare che unisca il capoluogo alle frazioni». La corsa supplementare richiesta unirà Paularo capoluogo (fermata sul ponte) con le frazioni di Dierico e Ravinis, in coincidenza con la corriera in arrivo da Tolmezzo alle 15. Partirà infatti alle 15.10 da Paularo, per arrivare a Dierico alle 15.19, a Ravinis alle 15.33 e tornare a Paularo alle 15.40. «I ragazzi – ha spiegato l’assessore provinciale allo sviluppo della montagna, Vittorio Caroli – rimanevano in piazza a Paularo senza possibilità di raggiungere le proprie abitazioni. Al servizio sono interessati una quindicina di studenti delle due frazioni e la corsa aggiuntiva, oltre ad agevolare le famiglie in un orario che mal si concilia con l’attività lavorativa, favorirà gli studenti, già penalizzati dalla distanza dai centri studi». «Grazie alla collaborazione con il collega Fabio Marchetti – ha aggiunto Caroli – la Provincia garantirà questo collegamento con le frazioni fino al dicembre 2006, impegnando 4500 euro a favore della Saf, società concessionaria del servizio. Abbiamo voluto dare un segnale di vicinanza ai giovani della montagna, che non devono sentirsi emarginati o penalizzati per il solo fatto di abitare in montagna. Stiamo mettendo in pratica – ha concluso Caroli – quanto inserito nel programma di sviluppo della montagna».
