Serracchiani: “Confermata l’importanza dell’Ospedale di Gemona”

"Abbiamo ribadito al sindaco Paolo Urbani che nella riforma del
Servizio sanitario regionale la struttura ospedaliera di Gemona
si conferma importante e che dunque non si parla certo di chiusure",
ha sottolineato ieri ad Udine la presidente del Friuli Venezia Giulia,
Debora Serracchiani, al termine del colloquio con il primo cittadino
di Gemona del Friuli, incontro al quale ha partecipato anche l’assessore
regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca.

"Vengono mantenuti tutti i servizi già oggi esistenti, compresi
quelli relativi alla diagnostica, e localizziamo nuove funzioni,
anche in considerazione del fatto che nella nostra regione siamo
carenti di servizi di riabilitazione, anche in regime di
day-hospital, e mancano i posti di Rsa medicalizzate e di
lungodegenza. Al sindaco Urbani chiediamo una riflessione sulla
Chirurgia programmata e valuteremo assieme il Piano del Pronto
soccorso", ha indicato la presidente.

"Confermiamo i tempi della riforma già annunciati", ha quindi
dichiarato Serracchiani. "Abbiamo iniziato con Telesca queste
riunioni di riflessione con i primi cittadini ma intendiamo
programmare sul territorio anche assemblee con i cittadini:
vogliamo infatti spiegare la riforma nel dettaglio – ha affermato
– per far comprendere che vogliamo una riforma sanitaria che
venga incontro ai nuovi bisogni ed alle esigenze delle nostre
comunità".

"L’ospedale di Gemona del Friuli conserva le sue caratteristiche
– ha ribadito Telesca – incrementando alcuni servizi".

Vengono dunque mantenute le Medicine e la Lungodegenza, ha
sottolineato Telesca, "ampliando tutte le funzioni
riabilitative", vengono confermate le Diagnostiche, quella
radiologica e di base, e la Specialistica poliambulatoriale. E
l’ospedale di Gemona, con la riforma, ospiterà anche l’ospedale
di comunità ed uno dei Centri di assistenza primaria (in alcune
Regione sono stati definiti come Casa Salute), che aggrega medici
di Medicina generale, specialisti, infermieri per dare risposte
ai cittadini, soprattutto quelli anziani o con problemi di
cronicità, per non costringerli a rivolgersi ai Pronti soccorso
ospedalieri".