Reggenze scuole Alto Friuli, necessaria una rapida deroga
La
proposta lanciata lunedì a Tolmezzo dal direttore dell’ufficio
scolastico regionale Daniela Beltrame per risolvere il problema
“reggenze” negli Istituti scolastici dell’Alto Friuli –
ovvero la nomina a dirigente scolastico dell’attuale collaboratore
vicario (vice preside), sgravandolo dall’insegnamento – può
essere una soluzione percorribile che però dovrà
trovare in Parlamento qualcuno che faccia approvare una rapida deroga
all’attuale normativa.
A
sottolinearlo Maurilio Venuti, della Cisl Scuola Alto Friuli e
Franco Colautti, segretario generale del sindacato, non risparmiando
una “tirata d’orecchie” alla provincia di Udine, organizzatrice
del vertice, per non averli coinvolti all’incontro, “pur essendo
stati negli ultimi anni parte attiva e propositiva nei tavoli
istituiti dall’allora assessore Faleschini” chiosa Colautti.
Tra
l’altro era stata proprio Venuti a lanciare lo scorso settembre
l’allerta “reggenze”: sulle 20 istituzioni scolastiche
della rete Alto Friuli, 12 avevano il Dirigente Scolastico titolare e
il Direttore dei servizi amministrativi, le altre 8 istituzioni
scolastiche, di cui 4 sottodimensionate, sono in regime di reggenza
del Dirigente scolastico.
“Non
è lo spopolamento la causa principale della crisi delle scuole
di montagna – sottolinea Venuti – ma è proprio la mancanza
di stabilità nell’amministrazione e nella gestione
dell’istituto ad indebolire queste istituzioni, soprattutto nelle
valli interne”.
Venuti
poi torna a proporre di prevedere nel contratto regionale della
Dirigenza, che ai disagi dell’operare in montagna “si
attribuisca una fascia stipendiale variabile più alta di
quella attualmente riconosciuta, una modalità per favorire le
eventuali scelte da parte dei dirigenti”. Infine l’invito
alla Regione a non intervenire più con dimensionamenti delle
scuole in montagna: “abbiamo già dato troppo” conclude
Venuti .
