Assemblea di fine anno all’Assindustria di Tolmezzo
“Il
mondo dell’industria dovrà impegnarsi affinché il
lavoro ritrovi la centralità nella vita della società.
Con l’impegno di tutti riusciremo ancora a “fare impresa” in
montagna e permettere ai nostri imprenditori di continuare ad aiutare
il nostro territorio a crescere e svilupparsi”.
E’
il passaggio conclusivo della relazione tenuta da Federico Gollino,
capo della Delegazione di Tolmezzo di Confindustria Udine, nel corso
della tradizionale assemblea di fine anno delle aziende associate
della Carnia, Canal del Ferro e Valcanale cui hanno preso parte anche
il senatore Vanni Lenna e il presidente di Confindustria Udine
Adriano Luci.
Nei
dodici mesi trascorsi l’attività associativa è stata
fortemente condizionata dalle dinamiche territoriali che hanno
richiesto alla Delegazione un’ancor più assidua presenza a
supporto delle associate: dall’attività di consulenza
sindacale, fiscale, ambientale e legale alla collaborazione con gli
Enti pubblici del territorio (vedi, ad esempio, il bando del Piano di
Azione Locale per la PMI in uscita il prossimo 21 dicembre), dal
marketing territoriale al dialogo costante con il mondo della scuola.
Sotto quest’ultimo profilo Gollino ha ricordato il sostegno
convinto della Delegazione per tutte le iniziative volte a
valorizzare il progetto alternanza scuola-lavoro (“Non possiamo
prescindere dall’investire sulla formazione professionale delle
nuove generazioni”).
Gollino
– che si è soffermato pure sulle potenzialità
turistiche “ancora inespresse” della montagna friulana (“Il
turismo deve diventare un’industria organizzata, capace e calata
sul territorio”) – ha poi dato, da un lato, la disponibilità
a collaborare per l’ancora mancante piano integrato a livello di
filiera per l’utilizzo del patrimonio boschivo e, dall’altro, ha
assicurato l’impegno a proseguire le azioni di rilancio del settore
edile.
Che
fare allora? Il capodelegazione ha posto l’attenzione su alcune
richieste ineludibili: ovvero, poter disporre di adeguate
infrastrutture per la viabilità, di infrastrutture
tecnologiche e di infrastrutture energetiche quali gli elettrodotti;
non chiudere le scuole in alta montagna; sostituire le Comunità
Montane con l’Unione di Comuni a patto che il nuovo ente sia eletto
direttamente dai cittadini e dotato di fondi predefiniti finalizzati
allo sviluppo della montagna; poter contare su un Agemont a sostegno
del tessuto produttivo (“Ora, con l’accreditamento dell’Agenzia
presso la Banca d’Italia, ne ha tutte le possibilità”).
In
sede di conclusioni Gollino ha altresì riconosciuto che
“l’economia della montagna non ha gli strumenti per affrontare la
competizione della produzione di massa. L’unica risposta possibile
è la specializzazione, la qualità, la differenziazione.
Su questi fronti la montagna può essere competitiva, se messa
ovviamente nelle condizioni per superare il gap che la separa dalle
altre zone. Le risorse necessarie potrebbero reperirsi da una
maggiore razionalizzazione delle spese, una maggiore tempestività
nei pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche ed una reale
semplificazione amministrativa”.
Dal
canto suo, il senatore Vanni Lenna ha portato la sua chiave lettura
dell’attuale fase politica nazionale: “Stiamo andando verso un
periodo di tranquillità e di stabilità, che poi sono le
fondamenta per permettere ai nostri mercati finanziari di resistere
alle speculazioni internazionali. Pur se non vanno sottaciute le
criticità, l’Italia ha comunque tanti punti di forza che ci
permettono di vedere il futuro con maggiore ottimismo”.
Sul
fronte regionale, Lenna ha parlato di un Friuli Venezia Giulia
virtuoso che però, per dare risposte al mondo delle imprese,
deve essere in grado di semplificare il sistema. “Le aziende – ha
sottolineato il senatore – devono perdere meno tempo in carte ed
essere messe nelle condizioni di lavorare di più”.
Per
la montagna il senatore ha rimarcato l’importanza di due elementi
imprescindibili: il ritorno di Agemont come finanziaria della
montagna e il potenziamento del Consorzio Cosint per consentire
l’insediamento delle imprese nel territorio.
Nell’intervento
di chiusura il presidente di Confindustria Udine Adriano Luci ha
tratteggiato l’andamento dell’economia friulana. “Abbiamo
davanti prospettive “complicate”, ma anche grandi opportunità
da cogliere nei nuovi mercati emergenti. Penso al Brasile, al Medio
Oriente al Nord-Africa. Il nostro impegno è far sì che
le nostre aziende siano attrezzate per queste sfide internazionali”.
Lo
sguardo di Luci si è poi esteso ai giovani. “Occorre – ha
detto – maggiore concertazione tra mondo della scuola e mondo
dell’industria. Dobbiamo far sentire ai giovani il profumo delle
fabbriche e far loro comprendere quanto ci si possa realizzare anche
lavorando in azienda”.
Ed
ancora. Luci ha ribadito che in Friuli Venezia Giulia ci sono tanti
aspetti positivi. “Non mancano neppure gli strumenti a supporto. Il
problema è farli funzionare. Forse c’è bisogno di una
regia più attenta alle cose concrete”.
Richieste,
ma anche assunzione di responsabilità. “Pure le aziende
devono fare uno sforzo per essere le più trasparenti
possibile. La condivisione nei progetti va ricercata, anche se oggi
fare un’impresa è davvero un’impresa. C’è sempre
alcuno contro, un Comitato contro e non mi riferisco soltanto
all’elettrodotto. Si continua a non capire che l’impresa è
un bene della collettività”.
