Il progetto “Bioinnoverbe” si presenta
Si parlerà del progetto Bioinnoverbe mercoledì 15 dicembre a
Tolmezzo, nella sala convegni della Comunità Montana
della Carnia, nel corso di un convegno organizzato dall’Ersa,
l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, che svilupperà il
tema delle erbe spontanee, dalla raccolta della tradizione alla
loro coltivazione.
Tale progetto, finanziato dalla Regione attraverso la legge
sull’innovazione, al quale hanno collaborato la direzione
centrale delle Risorse Rurali, Agroalimentari e Forestali, il
CIRMONT, Centro Internazionale di Ricerca per la Montagna, e
l’Università di Udine, ha consentito ai tecnici dell’Agenzia di
analizzare i processi produttivi più idonei alla coltivazione di
otto specie erbacee spontanee ed eduli che fanno parte del
patrimonio della flora del Friuli Venezia Giulia.
Si tratta del radicchio di monte (Cicerbita alpina),
dell’asparago selvatico (Asparagus acutifolius), del pungitopo
(Cuscus aculeatus), del levistico (Levisticum officinale), della
silene (Silene vulgaris), della valerianella (Valerianella
molitoria), della barba di capra (Aruncus dioicus) e del
buon-enrico (Chenopodium bonus-enricus).
L’obiettivo che l’Ersa si è posto è stato quello di soddisfare la
crescente domanda di piante spontanee per l’impiego nella
gastronomia con materiale che, per diversi motivi, compreso
quello della quantità, deve essere ormai coltivato, e non più
semplicemente raccolto.
I tecnici guidati da Costantino Cattivello, responsabile
scientifico del progetto Innoverbe che si è articolato per tre
anni, hanno utilizzato tecniche di agricoltura biologica idonee a
consentire la certificazione di qualità, preservando gli aspetti
nutrizionali e salutistici peculiari di queste specie.
Garantendo altresì la salvaguardia dell’ambiente in un contesto
di massima sostenibilità ambientale delle produzioni.
