“Tiere Furlane” presentato da Tondo ad Illegio
E’ stato illustrato ufficialmente a Illegio alla presenza del
presidente della Regione, Renzo Tondo, e dell’assessore
regionale alle Risorse agricole, Claudio Violino, il quinto
numero di "Tiere Furlane – Terra Friulana", periodico di
cultura e territorio della Regione Friuli Venezia Giulia,
giunto al secondo anno di attività.
Sotto al teatro tenda del piccolo ed incantevole borgo
tolmezzino, diventato famoso per le sue esposizioni artistiche di
livello internazionale che hanno richiamato 150 mila visitatori,
tempestato dalla pioggia che si è dissolta a metà serata per
lasciare posto ad un assolato tramonto – "un piccolo miracolo"
intonato al tema della mostra del 2010 dedicata agli "Angeli.
Volti dell’invisibile" visitabile fino al 3 ottobre – tanti
friulani provenienti dall’Argentina.
E proprio a questi corregionali è andato il primo pensiero del
presidente Tondo che, dopo avere ringraziato l’assessore Violino
per aver deciso di presentare proprio a Tolmezzo il quinto numero
della rivista che è parte di un "progetto che – ha ricordato – ho
apprezzato fin dalla sua nascita", ha citato due aneddoti per
testimoniare quanto profondo sia il legame che i friulani nel
mondo hanno ancora oggi con i prodotti del Friuli Venezia Giulia.
"L’ultima volta che mi sono recato in Canada sulle tavole degli
amici friulani ho trovato acqua minerale delle sorgenti del
Friuli e a Colonia Caroya, in Argentina, non c’è ristorante o
trattoria che non presenti nel menu il frico: questo a dire del
legame che c’è tra i prodotti della propria terra e l’identità,
tra chi è fuori dalla nostra regione e che può, tra l’altro,
essere formidabile ambasciatore delle eccellenze del Friuli
Venezia Giulia".
Un’identità, quella friulana, che è anche "passaporto di valore".
"Un mio caro amico che lavora per una delle maggiori aziende di
comunicazione e pubblicità, la Armando Testa, mi ha rivelato – ha
raccontato ancora Tondo – che quando firma i contratti mostra la
carta d’identità dove c’è scritto che è nato a Cividale del
Friuli: è un punto a favore della garanzia di serietà della
persona".
Ecco dunque che progetti come "Tiere furlane", che intende
valorizzare e far conoscere il patrimonio culturale dell’intera
regione attraverso la riscoperta del territorio, sono importanti
da sostenere, ha sottolineato Tondo.
"Non possiamo puntare sulla quantità ma di certo sulla qualità.
E’ proprio quello che hanno fatto qui ad Illegio, grazie
all’opera del comitato di San Floriano promosso da mons. Angelo
Zanello e da don Alessio Geretti", ha concluso il presidente.
Ed è stato proprio don Geretti, con un intenso intervento nella
variante carnica di Illegio, un posto dove "le case, i campi, i
sentieri, la latteria, i mulini e soprattutto il raccontare hanno
ancora il sapore della vita vissuta", ad aprire la serie di
interventi di presentazione della rivista, assieme a Gilberto
Ganzer, direttore dei Civici Musei di Pordenone e ad Enos
Costantini, curatore editoriale della rivista diretta da
Christian Romanin, moderatore della serata.
"La gente di Illegio – ha detto don Geretti – ha sempre avuto un
rapporto straordinario, direi sacrale con i luoghi e gli
strumenti della sua memoria, con prati, boschi e campi, con
mulini e latterie che compongono ancora oggi il suo mondo. Tutto
era regolato da una sapienza che veniva da lontano e tutto era
vissuto in modo comunitario: la gente di Illegio conosce ancora
quella sapienza antica. Ma bisogna sapere – ha notato in
conclusione don Geretti – che la battaglia di oggi non è per la
conservazione di un modello di altri tempi, ma per la
conservazione dell’umanità del vivere, per la conservazione
dell’anima".
Il quinto numero di Tiere è proprio dedicato alla tradizione
casearia e molitoria di Illegio, un tesoro su cui si è
storicamente soffermato Gilberto Ganzer, commentando che "la
tutela della cucina, del patrimonio gastronomico, storia dei
prodotti della terra e della loro trasformazione, è segno della
vitalità di un’identità".
Un tema ripreso dal noto giornalista Ian D’Agata, che ha fatto un
intervento a sorpresa arricchendo il programma. "Ho madre
goriziana – ha esordito D’Agata – e conosco bene la grande
ricchezza di varietà e qualità dei prodotti della terra friulana:
oltre ai vini, agli insaccati e ai formaggi eccellenti avete una
delle migliori trote, la marmorata, la mucca pezzata rossa che
non ha nulla da invidiare alle blasonate chianine podoliche. E’
un tesoro – ha detto D’Agata – di incommensurabile valore che
bisogna difendere e adeguatamente commercializzare. La difesa
della nostra ‘ regionalità’ è un imperativo per tutta l’Italia e
per il Friuli Venezia Giulia in primis".
