Presentato il progetto sulla Repubblica della Carnia

 "Quando saremo alla fine di questo percorso scientifico
rigoroso sull’esperienza della ‘Repubblica della Carnia,
le radici della libertà e della democrazia’, avremo una
ragione in più per ribadire e riconfermare la validità
dell’autonomia del Friuli Venezia Giulia".

Così il presidente della Regione, Renzo Tondo, ha concluso
stamani a Udine la conferenza stampa sulla presentazione del
progetto sulla Repubblica della Carnia, che la Regione sta
portando avanti assieme all’Università di Udine, rappresentata
dal rettore, Cristiana Compagno. Erano presenti anche l’assessore
regionale alla Cultura, Roberto Molinaro, sindaci di alcuni dei
Comuni carnici e del Cadore che appartennero a quell’esperienza,
esponenti della Resistenza e studiosi.

Un progetto "che nasce dalle sollecitazioni di Giovanni Spangaro,
imprenditore di Ampezzo che fece la Resistenza col nome di
Terribile: la sua idea, che abbiamo fatto nostra, era di legare
questo momento della nostra storia al 150.mo anniveresario
dell’Unità d’Italia – ha affermato Tondo -. Un momento storico,
quello della Carnia, importante non solo per noi, ma per la
stessa idea di democrazia, sulla quale sarebbero state fondate, a
guerra conclusa, la nuova Italia e la nuova Europa. Per questi
motivi la Regione, trovato nell’Università del Friuli il partner
scientifico, ha ritenuto di far propria l’iniziativa".

Anche per Compagno, "nella Repubblica della Carnia troviamo i
segni della nostra Costituzione. Lì abbiamo visto i primi segnali
di democrazia partecipativa, il voto alle donne, l’idea di scuola
libera. Tutti valori da tenere ben presenti e da ritrovare specie
in momenti di crisi".

La presenza dell’Università nel progetto "è il frutto della
finalità stessa dell’Ateneo – ha continuato il rettore -: ovvero
promuovere progetti per la valorizzazione della storia e della
cultura del Friuli. Da qui un progetto che non si esaurisce in un
qualche incontro, ma strutturato secondo precise linee
scientifiche e didattiche per favorire lo scambio
intergenerazionale. Per questo abbiamo stretto un accordo con
l’Ufficio Scolastico Regionale".

Il progetto, quindi, prevede quattro diversi momenti: un percorso
didattico multimediale rivolto alla scuola secondaria da inserire
nell’ambito del nuovo insegnamento "Cittadinanza e Costituzione",
per il quale vi è la collaborazione della De Agostani Scuola; un
convegno internazionale di studi storici per presentare nuove
ricerche e comparare l’esperienza della Zona Libera della Carnia
e dell’Alto Friuli a quella di altre zone partigiane in Italia e
all’estero; un film-documentario (realizzato dal Corso di laurea
in scienze e tecnologie multimediali della stessa Università di
Udine) girato sui luoghi della storia che raccolga le
testimonianze degli ultimi protagonisti dell’esperienza; un
progetto di percorso di turismo storico e ambientale nei luoghi
della Resistenza. Il tutto supportato da un sito internet nel
quale confluiranno i materiali e a disposizione di tutti (sarà
visibile on line nei prossimi giorni).

Proprio sugli aspetti "non effimeri" del progetto "che anzi vuole
avere sviluppi ulteriori" ha posto attenzione Molinaro. "Oltre al
fatto di vedere lavorare assieme due istituti come la Regione e
l’Università di Udine, il progetto ha validità perché aumenta le
conoscenze di un limitato ma fondamentale periodo storico e
perché fa diventare la storia e la cultura risorse per lo
sviluppo del territorio".

In particolare, l’assessore ha sottolineato gli aspetti didattici
del progetto: "della Repubblica della Carnia, delle sue
motivazioni e dei suoi sviluppi non si parla nella scuola e
quindi è bene farlo attraverso i percorsi didattici; il
film-documentario potrà favorire la diffusione; gli aspetti
storici legati al turismo vanno nel senso di dare risposte ai
sempre più numerosi viaggiatori (in Italia questo tipo di turismo
è già al 37 per cento ed è in crescita) che vogliono conoscere
storia, arte, ambiente, tradizioni di un territorio".

La Repubblica partigiana della Carnia e dell’Alto Friuli: tra
luglio e dicembre 1944 nacque e si consumò uno dei più
significativi episodi di resistenza al regime nazifascista: la
Zona Libera della Carnia e dell’Alto Friuli. Per alcuni mesi
un’area di 2.500 kmq tra Friuli e Veneto, comprendente circa 90
mila abitanti e oltre quaranta Comuni friulani e veneti
(Lorenzago di Cadore, Sappada), venne affrancata al Reich
hitleriano a cui era stato annesso tutto il Friuli Venezia
Giulia.

Con la costituzione di una Giunta di Governo (26 settembre – 9
ottobre) la zona divenne Repubblica Partigiana: vi si sperimentò
un eccezionale spazio di libertà e democrazia, che nacque dal
confronto, non senza contrasti ma nella consapevolezza della
necessità di ricostruire la Nazione, tra le forze che sin dall’8
settembre animavano la resistenza in Carnia e che
significativamente avevano già dato vita a un comando unitario
sotto il quale combattevano i partigiani di qualsiasi estrazione
ideologica. In questa particolare congiuntura vennero prefigurate
e in parte introdotte significative novità. La Repubblica
partigiana della Carnia e dell’Alto Friuli fu presto travolta da
una sanguinosa repressione, ma indicò concretamente agli occhi
della gente del Friuli e di tutta Italia la strada che avrebbe
condotto il Paese verso la rinascita.