Un progetto sulla Zona Libera della Carnia e dell’Alto Friuli

Tra luglio e dicembre 1944 nacque e si consumò
uno dei più significativi episodi di resistenza al regime
nazifascista: la Zona Libera della Carnia e dell’Alto Friuli. Per
alcuni mesi un’area di 2.500 chilometri quadrati tra Friuli e
Veneto, comprendente circa 90 mila abitanti e oltre quaranta
Comuni friulani e veneti (Lorenzago di Cadore, Sappada), venne
affrancata al Reich hitleriano a cui era stato annesso tutto il
Friuli Venezia Giulia.

Con la costituzione di una Giunta di Governo (26 settembre – 9
ottobre) la zona divenne Repubblica Partigiana: vi si sperimentò
un eccezionale spazio di libertà e democrazia, che nacque dal
confronto, non senza contrasti ma nella consapevolezza della
necessità di ricostruire la Nazione, tra le forze che sin dall’8
settembre animavano la resistenza in Carnia e che
significativamente avevano già dato vita ad un comando unitario
sotto il quale combattevano i partigiani di qualsiasi estrazione
ideologica.

In questa particolare congiuntura vennero prefigurate e in parte
introdotte significative novità: una democrazia partecipativa, un
sistema fiscale progressivo, il voto alle donne, una nuova scuola
libera dalle costrizioni della dittatura.

Per meglio conoscere quella esperienza storica, per metterla in
rapporto con altre esperienze simili sia in Italia che altri
Paesi europei occupati, per realizzare percorsi didattici e
turistici è stata ideata l’iniziativa "Repubblica della Carnia
1944. Le radici della libertà e della democrazia", che vede
promotori e organizzatori l’Università di Udine e la Regione
Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Per presentare in maniera compiuta il progetto, lunedì 5 luglio,
alle ore 10.30, nel Palazzo della Regione a Udine avrà luogo una
conferenza stampa alla quale interverranno il presidente della
Regione, Renzo Tondo, ed il rettore dell’Università di Udine,
Cristiana Compagno.