Fondo per l’Autonomia Possibile: uno strumento valido?
L’Associazione
I.D.E.A. Onlus – che da oltre
dieci anni promuove il diritto alla Vita Indipendente per le persone
con disabilità gravi e gravissime – intende fare il punto
sull’applicazione del Fondo
per l’Autonomia Possibile (F.A.P.),
a tre anni dalla sua istituzione.
Il
Fondo per l’Autonomia Possibile è uno strumento teso a
garantire l’autonomia e la domiciliarità alle persone non
autosufficienti e, in particolare, attraverso il Sostegno alla Vita
Indipendente, consentirà alle persone con disabilità di
programmare un’esistenza al pari di tutti i cittadini.
Attraverso
una serie di incontri promossi in collaborazione con l’Associazione
Tetra-Paraplegici del F.V.G. sarà possibile raccogliere i
contributi dei beneficiari e di quanti operano nei vari ambiti
socio-sanitari, in cui è suddivisa la regione Friuli Venezia
Giulia, che ne applicano il regolamento,
oggi in fase di revisione.
L’obiettivo è raccogliere esperienze, idee, pareri, opinioni
utili a migliorare e valorizzare questo importantissimo strumento di
assistenza.
In
collaborazione con l’ Azienda per i Servizi Sanitari n. 3 Alto
Friuli avrà luogo un incontro a Gemona del Friuli, mercoledì
12 maggio 2010 a partire dalle ore 08.50 presso
la sede dell’Aula Magna
dell’Ospedale “San Michele”
.
Il
titolo sarà “L’applicazione
del Fondo per l’Autonomia Possibile e il diritto alla Vita
Indipendente nell’Alto Friuli. Incontro tra amministratori,
operatori del sociale e disabili”
All’incontro parteciperanno
l’ASS 3 “Alto Friuli”, i Servizi Sociali dei Comuni, i
rappresentanti della Direzione Centrale Salute della Regione e
dell’area Welfare
della
Regione, i rappresentanti delle Assemblee dei Sindaci, la Consulta
Regionale delle Associazioni dei Disabili, il Vice Questore di Udine,
i rappresentanti delle sedi locali dello Sportello Assistenti
Familiari, dell’Assindatcolf, dell’Inps (sede regionale) e
dell’Ordine dei Medici.
L’incontro,
suddiviso in due sessioni mattutine, prevede una breve presentazione
degli elementi fondamentali della Vita Indipendente, del nuovo
regolamento del F.A.P. e dell’iter da seguire per la formulazione
del progetto personalizzato come sintesi di un impegno congiunto che
deve mettere al centro il beneficiario con l’indispensabile
supporto di diverse figure professionali, come i componenti delle
U.V.D., i medici di medicina generale e le altre figure professionali
coinvolte.
Nella
seconda sessione, verrà fatta un’analisi dell’applicazione
del F.A.P. negli Ambiti socio-sanitari dell’Alto Friuli, con
particolare attenzione all’attivazione dei progetti di Vita
Indipendente. In questa fase, verranno rilevati i problemi pratici
riscontrati dalle persone con disabilità e le eventuali
difficoltà attuative incontrate dai Servizi Sociali. Lo scopo
è delineare punti di forza e difficoltà
dell’applicazione del F.A.P. con il fine di formulare ipotesi atte
a ottimizzare l’applicazione del F.A.P. negli anni a venire.
Saranno
prese in esame le opportunità che oggi offre il mercato del
lavoro diventato agile e flessibile, prerogativa indispensabile per
persone con disabilità. Verrà evidenziato il ruolo
culturale dell’associazionismo all’interno del nuovo sistema
sussidiario. Si prenderanno in esame nuove tipologie di approccio al
problema alla luce della dichiarazione Onu delle persone con
disabilità e del sistema Internazionale di Classificazione
Funzionale della Disabilità (ICF).
