Gestione dell’acqua, in montagna resti ai piccoli Comuni

Un territorio eterogeneo e molto suggestivo, che racchiude 137

«La
gestione dell’acqua nei Comuni di montagna con meno di mille
abitanti rimanga a loro». Lo ha confermato il presidente della
Provincia Pietro Fontanini nel corso dell’incontro con gli
amministratori di Cercivento (era presente il sindaco Dario De Alti),
Forni Avoltri (presente il sindaco Manuele Ferrari) e Ligosullo
(presenti il sindaco e il vicesindaco Giorgio Morocutti e Alessandro
Morocutti). Fontanini, in particolare, ha confermato il pieno
sostegno dell’amministrazione provinciale ai tre comuni montani
nella battaglia contro le imposizioni dell’Ato dell’acqua che
reclama la completa competenza sulle reti idriche montane. «In
questo momento di rivoluzione nel settore della gestione dell’acqua
con la legge nazionale che ha imposto la soppressione degli Ato –
ha proseguito Fontanini – non vedo perché si dovrebbe
obbligare enti che finora, per le loro caratteristiche, hanno gestito
in modo virtuoso il servizio, a entrare in una società che ha
accumulato debiti negli ultimi anni e che non farebbe altro che far
lievitare le spese». Attualmente, infatti, l’imposta
corrisposta dai cittadini di quelle zone oscilla tra i 50 e i 60 euro
l’anno. Il passaggio all’Ato dell’acqua porterebbe tale imposta
a un valore compreso tra i 170 e i 180 euro per lo stesso periodo.

«In
moltissime altre regioni d’Italia – ha aggiunto – la competenza
della gestione dell’acqua è già in capo alle Province
e, nei casi di Comuni di montagna con meno di mille abitanti, si è
già optato per lasciare a loro tale competenza».
Attualmente la gestione della rete idrica a Cercivento, Forni Avoltri
e Ligosullo è a carico dei Comuni che, anche per la ricchezza
di questa risorsa sul loro territorio, riescono a garantire un
servizio ai massimi livelli ai minimi costi. Basti pensare al fatto
che, come hanno spiegato i primi cittadini, per loro non è
stato nemmeno necessario installare i contatori di consumo, il minimo
che i cittadini corrispondo per l’acqua è più che
sufficiente a garantire la manutenzione delle infrastrutture.
«Affidare il servizio all’Ato – ha concluso Fontanini –
non permetterebbe una gestione così approssimativa pur
economica, ma imporrebbe eguali standard come in tutto il resto del
territorio. Solo l’installazione dei contatori farebbe lievitare le
bollette a dismisura».