Cimpello-Gemona strategica per la regione

Il raccordo autostradale tra la A28 e la A23, tra Cimpello e Gemona,
con l’adeguamento dell’attuale collegamento fino a Sequals e la
realizzazione di un nuovo tracciato tra Sequals e Gemona è
un’opera strategica per il Friuli Venezia Giulia, perché rientra
nell’obiettivo di fare della regione una piattaforma logistica
proiettata verso l’Europa, superando le attuali inadeguatezze del
sistema infrastrutturale e determinando un quadro di sviluppo.
Tuttavia per la sua realizzazione occorrerà trovare un equilibrio
tra l’interesse generale e le giuste esigenze delle comunità
locali.  

Lo ha ribadito sabato l’assessore regionale alla Viabilità e
Trasporti Riccardo Riccardi nel corso di un affollato incontro
nella sala consiliare del Comune di Forgaria del Friuli sul tema
"Cimpello-Sequals-Gemona. Da superstrada ad autostrada. Quale
impatto per la Val D’Arzino".

Il momento di confronto è stato promosso dal sindaco, Pierluigi
Molinaro, assieme al consigliere regionale Enio Agnola, e vi
hanno partecipato amministratori (tra cui molti primi cittadini),
tecnici, rappresentati di associazioni e comitati di Vito D’Asio,
Clauzetto, Dignano, Ragogna, Sequals, oltre che di Forgaria, che
hanno dato vita ad un dibattito da cui sono emerse posizioni
piuttosto articolate, e al quale è intervenuto anche
l’europarlamentare Giovanni Collino.

Nel rispondere alla domanda se la Cimpello-Gemona serve, Riccardi
ha ammesso che forse essa "potrebbe essere superflua, se vista da
Forgaria". Tuttavia "appare strategica se vista nell’ottica
regionale". Ed in questo senso non a caso è stata definita tale
nel programma elettorale del presidente Tondo, ha ricordato
l’assessore.  

"Inizia quindi oggi un percorso che non sarà né facile né breve,
e che non potrà avere il consenso di tutti". Un percorso che
"deve partire da un’attenta valutazione della sua invasività, dei
costi anche ambientali e sociali, da raffrontare con suoi
benefici", per trovare un corretto equilibrio.

Riccardi ha quindi spiegato che la Giunta regionale, come da
programma elettorale, ha avviato una procedura sulla base delle
norme vigenti e delle condizioni della finanza pubblica. Il che
significa che l’opera "non potrà partire da Sequals,
semplicemente completando il tracciato esistente, ma deve dare
una remunerazione al capitale investito attraverso la finanza di
progetto". Il che significa che non si potrà trattare di una
semplice superstrada, come lo è il tracciato da Cimpello a
Sequals.

In questo senso "la Regione ha acquisito agli atti una proposta
da parte di un gruppo di operatori privati, tra cui anche Autovie
Venete. Ed in questo contesto l’Amministrazione regionale, ha
assicurato l’assessore,  intende fare da garante, in quanto
concedente, tutelando, oltre all’interesse generale, anche quello
dei territori attraversati".   

"Ora inizia la fase di valutazione di quel progetto, che deve
trovare coerenza nell’ambito della programmazione regionale.
Entro il primo semestre di quest’anno saremo nelle condizioni di
acquisire agli atti la proposta, riconoscendone formalmente
l’interesse pubblico. A quel punto, con una procedura di evidenza
pubblica, l’ipotesi dovrà essere messa a gara".

Come peraltro messo in evidenza, nel suo intervento, anche
dall’on.Collino, Riccardi ha poi precisato che "quest’opera
rientra nelle previsioni della ‘Legge obiettivo’, in base alla
quale è sufficiente il consenso territoriale espresso dalla
Regione, al fine di accelerarne la realizzazione. Senza quindi la
necessità di acquisire i pareri da parte dei singoli Comuni".

Cio’ nonostante "io qui mi impegno – ha concluso Riccardi – al
confronto con il territorio durante tutto il percorso che sarà
lungo, complesso e delicato, pronto a capire le ragioni degli
altri, e ricercando il consenso il più ampio possibile. Ben
sapendo che la ricchezza del Friuli Venezia Giulia consiste in
un’infrastrutturazione moderna".

Concetti, questi, ribaditi anche dal parlamentare europeo
Giovanni Collino, secondo cui la Cimpello-Gemona "si dovrà fare e
bisogno anche farla velocemente, nell’interesse di una regione
proiettata in Europa, che non deve ritardare i suoi processi di
crescita". Spetta quindi "alla politica aprire un forte dialogo
con le comunità locali, che devono agire con intelligenza,
sapendo essere i motori dello sviluppo, anche per uscire
dall’attuale crisi economica".  Â