Elettrodotto Somplago-Wurmlach, mozione della Lega Nord
Un altro elettrodotto scuote il Consiglio regionale. A febbraio l’aula ha assunto l’impegno a “valutare la possibilità dell’interramento della rete Redipuglia – Udine Ovest con la società interessata”. Forte di quel precedente, la Lega Nord torna alla carica attraverso una mozione sottoscritta da tutti i consiglieri regionali, con Enore Picco primo firmatario. Il Carroccio chiede di “applicare il medesimo principio”, e impegna la giunta regionale ad attivarsi affinché “l’elettrodotto Somplago – Würmlach venga realizzato mediante l’interramento della rete, quanto meno per le porzioni di tracciato che transitano su aree sensibili”. Nel documento si ricorda che “la società Alpe Adria Energia Spa ha presentato al Ministero dell’Ambiente la richiesta di autorizzazione per la realizzazione di un elettrodotto aereo a 220 kw tra Somplago e Würmlach e che tale richiesta è attualmente al vaglio della Commissione Tecnica di V.I.A”. I leghisti rilevano altresì che “la costruzione dell’elettrodotto dovrebbe favorire il processo di liberalizzazione del nuovo mercato dell’energia per dare la possibilità alle imprese insediate nella zona industriale di Rivoli di Osoppo di accedere a risorse energetiche a costi competitivi”, ma osservano che “da una attenta analisi dei possibili benefici, pare che in realtà l’unico valore aggiunto sia la possibilità di sfruttamento della differenza di prezzo del chilowattora”. È Picco a dare la stura a tutte le perplessità: “Siamo consapevoli della necessità di migliorare le possibilità di approvvigionamento di energia da parte delle nostre aziende e delle nostre famiglie, ma ci risulta che la società proponente non abbia valutate ipotesi diverse dal tracciato già prospettato. A nostro avviso, questo progetto deve essere modificato. L’ambiente è la nostra risorsa più preziosa. Un ulteriore elettrodotto aereo sarebbe una sfregio per il volto della nostra montagna, comprometterebbe equilibri consolidati e potrebbe ripercuotersi in modo pesante sul turismo, sull’agricoltura e sulla stessa quotidianità dei cittadini. Sollecito il presidente Tondo a intervenire in prima persona per approfondire il progetto ed elaborare delle alternative, partendo dal presupposto che interrare la rete consentirebbe quantomeno di non deturpare ancora l’immagine del territorio”.
