Forni di Sotto celebra lis “Dolomitis Furlanis”

«Con la festa di Forni di Sotto inizia un nuovo percorso che ci deve portare alla valorizzazione di questo nuovo marchio: “Dolomitis furlanis”, e a predisporre le iniziative opportune per avere un significativo ritorno in termini di sviluppo turistico, culturale e ambientale per tutta l’area interessata». Lo ha affermato il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini nel corso della conferenza stampa tenutasi a palazzo Belgrado, voluta per illustrare la festa del 3 ottobre prossimo nella località dei Forni Savorgnani, quando sarà celebrata ufficialmente l’iscrizione delle Dolomiti nel patrimonio dell’umanità.

Questo è un patrimonio – ha proseguito Fontanini – che non appartiene solo alla Montagna ma anche alle piccole comunità che appartengono alla Ladinia, la regione alpina dolomitica ove è presente la lingua ladina e che va dal Cantone dei Grigioni, in Svizzera, fino al Friuli.

«Dobbiamo iniziare a divulgare il territorio friulano ma anche il territorio regionale attraverso questo riconoscimento, dando ai comuni della montagna, in particolare a quelli dei Forni Savorgnani, ma anche a Socchieve ed Ampezzo, quella notorietà che compete loro, conseguente a questo marchio, affinché ci sia una ricaduta positiva a favore delle località interessate, e si possa utilizzare anche questo riconoscimento come carta turistica per potenziare il turismo locale».

Dietro a questo riconoscimento – sono sempre parole di Fontanini – c’è stato il lavoro silenziosi e proficuo delle 5 Province coinvolte nel progetto, con l’aggiunta poi delle Regioni Veneto e del Friuli Venezia Giulia. In particolare, per la nostra Provincia a seguire l’iter conclusivo è stato l’assessore allo sviluppo della Montagna, Ottorino Faleschini, il quale, nel prendere la parola ha sottolineato come questo riconoscimento sia stato ottenuto con un impegno che ha superato tutte le divisioni istituzionali, riuscendo a portare al Comitato scientifico dell’Unesco una proposta che lo ha convinto. «Non solo, tutto questo è diventato anche un esempio di come si possa dare vita ad una fondazione che permetta poi di gestire un bene in maniera univoca su territori diversi».

«Questo metodo di lavoro vogliamo trasferirlo in loco coinvolgendo il territorio e creando un gruppo di lavoro che veda coinvolti i 4 Comuni interessati (Forni di Sopra, Forni di Sotto, Ampezzo e Socchieve), ma anche il Club alpino italiano ed il Parco delle dolomiti perché riteniamo che siano gli organi più rappresentativi di questo bene».

La festa del 3 ottobre vuole essere secondo Faleschini un nuovo nastro di partenza, «per iniziare un lavoro di tutela e promozione di quello che è il nostro bene. Un bene che vuol far emergere anche il senso di orgoglio che molto spesso viene a mancare alla montagna. Le genti di montagna devono riuscire ad interiorizzare quelle che sono le loro fortune. Questo patrimonio è stato attribuito dalla natura alla montagna che lo deve vedere come risorsa trovando gli stimoli per utilizzarlo quale motore di sviluppo».

Dello stesso parere anche il sindaco di Forni di Sotto, Marco Lenna. «Sappiamo che la Montagna non sta attraversando un buon momento, ma questo riconoscimento deve essere di stimolo per capire che si può rinascere, facendo tesoro delle usanze, dei costumi e del nostro territorio. Questo è un evento storico per il nostro paese secondo, in fatto di risonanza, solo al tragico incendio che distrusse il paese nel 1944 ad opera dei tedeschi. Sono convinto che un lavoro di squadra, con tutti gli organi istituzionali, possa essere preso come modello per altre iniziative di questo genere».

«L’appuntamento del 3 ottobre si terrà – ha ricordato Lenna – nella piazza del Comune, coinvolgendo tutta la comunità. Inviteremo tutti i Comuni della Carnia per sentirci uniti sotto questo marchio. Ci sarà una relazione tecnica su come il progetto è stato portato avanti, sono pure previsti degli stand dedicati all’artigianato locale e una mostra fotografica sugli aspetti ambientali e paesaggistici delle Dolomiti friulane.

L’importanza di fare un lavoro di squadra per cogliere tutte le opportunità offerte da questo marchio è stata evidenziata anche dal sindaco di Forni di Sopra, Fabio Colombo, mentre il presidente del Parco della Dolomiti friulane, Marino Martini, ha rivolto un ringraziamento particolare alle Provincia di Udine per l’opera svolta.

Per Paolo Lombardo presidente regionale del Cai questo è uno strumento di enorme valenza pubblica che richiede un utilizzo intelligenti, affinché l’offerta sia compatibile con il territorio, con l’ottica di qualificare ancora meglio questo meravigliosi scenario.

Alla conferenza stampa odierna sono intervenuti anche Roberto Facchin sindaco di Socchieve e Ivano Del fabbro consigliere comunale di Forni Avoltri.