Alternative al gas? Il prezzo del pellet è triplicato, raddoppiato quello della legna da ardere

«Il mondo del commercio non è responsabile, ma vittima delle speculazioni sul prezzo del pellet e della legna da ardere». Lo afferma Filippo Meroi, presidente del gruppo Tecnoedili di Confcommercio provinciale di Udine.

Con la premessa che Ucraina, Russia e alcuni altri paesi europei sono tra i maggiori produttori di pellet (2,6 milioni di tonnellate, a fronte delle 500mila italiane), oltre che esportatori, dopo una stabilità di una quindicina d’anni, la congiuntura internazionale ha alimentato un aumento dei prezzi, oggi quasi triplicati, visto l’inevitabile incremento della domanda dei combustibili da biomassa. Raddoppiati, invece, i prezzi della legna da ardere, un’altra alternativa al gas.

Ma, aggiunge Meroi, «la verità è che abbiamo dovuto fare i conti anche con una speculazione che pare al momento fuori controllo. Tra l’altro in un paese, il nostro, che è grande consumatore in particolare di pellet per usi domestici. Con i recenti, nuovi impianti, il 15% delle famiglie utilizzerà il pellet per non dover subire i temuti ulteriori rincari del gas».

In questa fase si è aggiunta poi la tendenza del consumatore ad acquisti emotivi di quantitativi eccessivi rispetto ai bisogni. E in vari casi, sottolinea il capogruppo di Confcommercio, «noi commercianti ci siamo trovati nel ruolo di capro espiatorio, quasi che aumenti e carenza di disponibilità della merce fossero nostra responsabilità. Al contrario, siamo pure noi vittime della vicenda». Un consiglio alla clientela? «Affidarsi a commercianti di riferimento che conoscono le difficoltà della situazione e garantiscono serietà e onestà nel loro lavoro».