Tondo, Revelant e Zilli in visita alla sede della Polstrada di Tolmezzo

 

“La chiusura del distaccamento di Tolmezzo della Polizia stradale costituisce un colpo durissimo per l’Alto Friuli sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine sociale. E’ urgente dare risposta alle esigenze del territorio potenziando, con più risorse e più uomini, i presidi delle forze dell’ordine”.

Queste le considerazioni dei consiglieri regionali Renzo Tondo (capogruppo di Autonomia Responsabile), Roberto Revelant (AR) e Barbara Zilli (LN), a margine della visita alla sede della Polizia stradale a Tolmezzo.

“Siamo venuti qui – hanno spiegato – per esprimere pieno sostegno e apprezzamento per quanto fatto dalla Polizia stradale, che in questi anni ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità. Vista la situazione contingente, con i flussi migratori che stanno investendo il nostro territorio, dobbiamo arginare l’emergenza irrobustendo i presidi delle forze dell’ordine.

“In questa legislatura abbiamo presentato mozioni, interrogazioni e interpellanze per esorcizzare lo spettro dello smantellamento della Polizia stradale. Inizialmente la Giunta regionale aveva accolto le nostre richieste, assumendo impegni precisi. Progressivamente le rassicurazioni si sono fatte sempre meno convinte, fino a spegnersi in un silenzio desolante. Il silenzio è poi divenuto condanna quando il centrosinistra ha bocciato la mozione che chiedeva un gesto incisivo della presidente Serracchiani rispetto al Governo.

“Tradite le promesse elettorali, le illusioni sono divenute delusioni. Adesso le istituzioni mettano in campo il piano B”.

Per Tondo, Revelant e Zilli “Governo e Giunta Serracchiani hanno colpe evidenti, ma anche il sindaco Brollo non ha mosso un dito per difendere la sua comunità. L’Alto Friuli sta perdendo tutti i servizi. Ci sarà un gesto di dignità politica in difesa della comunità?”

Un pensiero riguardo “Tondo, Revelant e Zilli in visita alla sede della Polstrada di Tolmezzo

  • 18 maggio 2017 in 22:36
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    Purtroppo è sempre più evidente che la nostra presidente, nonché assessore alla montagna, poiché ai tempi voleva occuparsi lei in prima persona di un territorio difficile, è stata astuta a mettere in ginocchio tutta la fascia alpina della nostra regione.

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